Questo articolo si pone come scopo principale l’esplorazione della relazione tra sport e disabilità. In particolare l’obiettivo è quello di sottolineare come la pratica sportiva comporti enormi benefici a livello fisico e psicologico per persone affette da questa patologia.

Disabilità fisica e disabilità intellettiva

Sport e disabilità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la disabilità come una “qualsiasi limitazione che impedisce all’individuo di compiere un’attività nel modo o nell’ampiezza considerati normali per un essere umano “. Al fine di comprendere al meglio i contenuti presentati, risulta opportuno introdurre la differenza tra disabilità fisica e disabilità intellettiva.

Una persona affetta da disabilità fisica o motoria presenta una complicazione relativa a una funzione o struttura del corpo. Essa può essere conseguenza di un grave incidente o una condizione di nascita.  Alcuni esempi sono la paraplegia, cioè l’impossibilità di muovere le gambe, la tetraplegia o incapacità di muovere braccia e gambe, l’emiplegia, ossia l’impossibilità di muovere una parte del corpo, la distrofia muscolare, una malattia genetica che provoca gradualmente l’indebolimento dei muscoli, o l’amputazione, cioè l’asportazione chirurgica di un arto o di una parte di esso. Anche condizioni come cecità o sordità sono considerate gravi disabilità.

La disabilità intellettiva riguarda invece individui con problematiche a livello mentale e cognitivo, che limitano la capacità di rapportarsi con gli altri. Questo comporta conseguentemente l’impossibilità di condurre una vita normale in autonomia. Le cause possono essere psicosociali o biologiche. La Sindrome di Down e l’autismo sono due degli esempi più conosciuti di disabilità intellettiva.

E’ importante sottolineare come spesso la distinzione tra queste due tipologie risulti poco visibile, in quanto una persona affetta da disabilità mentale possa presentare ulteriori problematiche a livello fisico. Viceversa, la presenza di uno “svantaggio” a livello fisico può provocare degli effetti negativi e delle complicazioni anche a livello mentale.

I benefici dello sport per la disabilità

Precedenti articoli hanno sottolineato i numerosi benefici dello sport, sia da un punto di vista fisico sia da un punto di vista più psicologico. Per persone affette da disabilità queste conseguenze positive risultano ancora più evidenti e importanti. La pratica sportiva costituisce per loro uno strumento di riabilitazione fisica, di inserimento sociale e un mezzo per stimolare e sviluppare le capacità possedute.

Dare la possibilità a un individuo con una disabilità di partecipare a un’attività sportiva, vuol dire offrirgli un’opportunità di socializzazione e di crescita. I benefici dello sport non si limitano alla fisicità, ma si riversano sulla quotidianità di queste persone e contribuiscono ad aiutarli a superare ostacoli derivanti dai pregiudizi della società.

Disabilità e benefici fisici

Sport e disabilità

I benefici dello sport per il corpo sono numerosi e conosciuti. Approfondiamo quindi quelli più legati a una condizione di disabilità.

In primo luogo la produzione di endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello che contribuiscono a migliorare l’umore e a regolare il sonno. Questo è molto importante ad esempio per persone affette da autismo, spesso vittime di insonnia. Un umore migliore aiuta l’individuo a ridurre ansia, stress e nervosismo quotidiano.

In secondo luogo, lo sport collabora nello sviluppo di forza, resistenza, equilibrio e allena le capacità cardiorespiratorie. Il movimento contribuisce inoltre a prevenire il fenomeno del sovrappeso, molto comune nelle persone colpite dalla Sindrome di Down.

Infine, prendere parte a uno sport individuale o di squadra aiuta l’individuo ad acquisire maggior autonomia motoria.

Disabilità e benefici psicologici

I veri benefici dello sport per una persona affetta da disabilità riguardano soprattutto un livello più psicologico.

Nella maggior parte dei casi infatti, le persone disabili sviluppano un’autostima molto bassa, derivante dal fatto che hanno poca sicurezza e fiducia nelle proprie capacità e potenzialità. Questo è dovuto alla quotidianità che li caratterizza: gli individui disabili non sono quasi mai totalmente autonomi, ma hanno bisogno costantemente dell’aiuto o del supporto di un’altra persona.

Partecipare a un’attività sportiva è un’occasione importante, in quanto permette loro di acquisire conoscenza e consapevolezza delle proprie capacità e offre loro l’opportunità di svolgere piccole attività in autonomia, contribuendo anche a sviluppare capacità di adattamento e sicurezza.

Lo sport si rivela anche una possibilità per scaricare le tensioni e le emozioni negative verso gli altri. Le persone affette da disabilità, in particolare le vittime di autismo, possono riscontrare delle difficoltà a relazionarsi con i coetanei e conseguentemente avere delle reazioni negative improvvise in situazioni di interazione. Scaricare stress e tensioni sotto forma di attività fisica può migliorare questo aspetto.

Disabilità e benefici socio relazionali

Sport e disabilità

La più grande difficoltà comportata dalla disabilità rimane sicuramente la relazione con le altre persone. Le insicurezze, causate dalle problematiche a livello fisico e mentale, possono portare le persone affette da disabilità a riscontrare problemi nella creazione di nuove amicizie e in generale nelle conversazioni con gli altri.

Uno sport di squadra può aiutare, in primo luogo, la socializzazione e l’integrazione in un gruppo di coetanei. L’individuo si troverà ad interagire con diverse figure tra cui compagni, allenatori e avversari, che lo aiuteranno a sviluppare capacità relazionali e sociali. La pratica sportiva gli permetterà inoltre di imparare a percepire e regolare emozioni in seguito a una vittoria o una sconfitta, e tutto questo si rifletterà anche nella sua vita privata.

In secondo luogo, le regole sportive contribuiranno allo sviluppo di valori quali il rispetto, l’impegno, la lealtà e la puntualità, che ancora una volta si riveleranno fondamentali per cercare di condurre, nei limiti del possibile, una vita normale.

Infine, condizioni quali l’autismo comportano, da parte dell’individuo, una considerazione del mondo di tipo egocentrico. Collaborare con i compagni aiuterà la persona ad adattarsi e abituarsi alla compagnia e alla presenza degli altri.

Sport e disabilità: conclusioni

In conclusione è bene sottolineare come la disabilità comporti necessariamente dei disagi per l’individuo e per il suo contesto familiare. E’ quindi fondamentale l’impegno da parte della società nel mettere queste persone nella condizione di praticare attività sportive e trarne i numerosi benefici positivi.

 

Autrice: Quarto Simona

 

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